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Pirateria
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La mwfapirateria è una forma di mwfqbanditismo marittimo, che in genere comporta reati come mwfgsaccheggi, mwfwrapine e atti di mwgaviolenza compiuti in alto mare o in zone costiere. I mwgqbriganti che compiono crimini in ambito mwggnautico sono chiamati mwgwpirati.cite-ref-2[2] Storicamente essi sono perlopiù mwiamarinai che assaltano navi e coste, spesso dopo aver abbandonato la precedente vita civile sui mwiqmercantili per scelta o per costrizione. L'attività è altrimenti nota con la locuzione "correre il mare",cite-ref-3[3] mwjgdal latino mwjwcŭrrĕre.

La pirateria è antica quanto la mwkqnavigazione, ma nella mwkgcultura popolare è riferita soprattutto ai secoli mwkwXVI-mwlaXIX (specie 1600 e 1700) ovvero alla pirateria nautica più documentata (segnatamente quella occidentale).

Le aree considerate ad alto rischio di pirateria sono cambiate nel tempo. Nel XV secolo, i pirati erano nobili o proprietari di galee e fuste, sicuramente noti nel Mediterraneo e nelle coste atlantiche, che rivolgevano le loro attenzioni sulle navi o sui porti alleaticite-ref-4[4]. Tra queste ci sono state il mwmgMare Caraibico, la zona dello mwmwstretto di Gibilterra, il mwnaMadagascar, il mwnqMar Rosso, il mwngGolfo Persico, il mwnwlitorale del mwoaMalabar nonché tutto il tratto di mwoqmare tra mwogFilippine, mwowMalaysia e mwpaIndonesia dove spadroneggiavano i pirati filippini. Il fenomeno piratesco si deve essenzialmente a mwpqpovertà, mwpgistituzioni deboli o assenti nonché posizioni strategiche per il controllo della navigazione. Il mwpwMar Cinese Meridionale ospitava all'inizio del XIX secolo la più temuta e numerosa comunità di pirati (si stima circa 40.000 pirati guidati dalla leggendaria piratessa mwqaChing Shih), ma la locuzione "epoca d'oro della pirateria" si riferisce soprattutto alla mwqqpirateria caraibica del mwqg'600-mwqw'700 (calata drasticamente nell'800).

Verso la fine del XVII secolo gli stampatori indicarono come pirati quei tipografi che producevano copie illegali di libri.cite-ref-6[6] Attualmente l'utilizzo del termine pirateria per situazioni diverse da quella nautica originaria si è esteso a vari tipi d'mwvgappropriazione indebita: mwvwpirateria informatica, mwwapirateria di contraffazione, mwwqpirateria aerea, mwwgpirateria stradale e mwwwplagio.

Contents

Storia
I Mori
Tesori
Note

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Etimologia

Il termine "pirateria" deriva dal sostantivo "pirata", ereditato dal mwxwlatino mwyapiratacite-ref-7[7], che si configura, ancora prima, come prestito dal mwzqgreco antico mwzgπειρατής (mwzwpeirātḗs), da mwaaπεῖρᾰ (mwaqpeîră, “prova, tentativo, complotto”).

Nella maggior parte delle lingue europee, il termine mantiene la sua derivazione greco-latina, sebbene la sua semantica possa variare, in base ai contesti e agli argomenti trattati.

Storia

L'età antica e le origini

Vi sono esempi di pirati nel mondo antico con i mwdaPopoli del Mare (come gli mwdqShardana) o classico tra i mwdgGreci e i mwdwRomani, quando ad esempio gli mweaEtruschi erano conosciuti con l'epiteto greco mweqmwegThyrrenoi (da cui deriva il mwewMar Tirreno) e avevano la fama di pirati efferati; all'inizio del primo secolo a.C. il giovane mwfaGaio Giulio Cesare fu preso prigioniero da pirati che veleggiavano nelle acque intorno all'isola di mwfqRodi, con grandi flotte di navi enormi, secondo un famoso mwfganeddoto riferito da autori come mwfwSvetonio (nelle mwgamwgqVite dei Cesari, libro I) e mwggPlutarco (nelle mwgwmwhaVite parallele). mwhqGneo Pompeo Magno condusse una vera e propria guerra contro i pirati, con il sostegno del mwhgSenato romano. I pirati erano quasi sempre mwhwcondannati a morte pubblicamente.

Nel mondo antico non sussisteva una chiara distinzione fra la pirateria come modernamente intesa e la mwiqguerra di corsacite-ref-8[8] (quest'ultima peraltro proibita nel diritto marittimo internazionale solo nel 1856 con il mwjgtrattato di Parigi).

Man mano che le città-stato della Grecia crebbero in potenza, attrezzarono delle navi scorta per difendersi dalle azioni di pirateria. Fra esse mwkaRodi, che secondo Strabone nell'mwkqVIII secolo a.C. si assunse compiti di "polizia del mare" navigando fino in mwkgAdriatico «per la salvezza delle genti».

A sua volta mwlaAtene, la maggior potenza navale ellenica, dovette spesso occuparsi di proteggere i suoi traffici dai pirati. Nel cosiddetto "decreto Tod 200" (325/24 a.C.) si progettò addirittura la fondazione di una nuova base navale perché «vi sia protezione dai Tirreni», cioè gli mwlqEtruschi della mwlgVal Padana che controllavano l'mwlwAlto Adriatico e da lì partivano per le loro scorrerie.

Il mwmqMar Mediterraneo vide sorgere e consolidarsi alcune fra le più antiche mwmgciviltà del mondo ma, nello stesso tempo, le sue acque erano percorse anche da predoni del mare. L'Egeo, un golfo orientale del Mediterraneo e culla della civiltà greca, era un luogo ideale per i pirati, che si nascondevano con facilità tra le migliaia di isole e insenature, dalle quali potevano avvistare e depredare le navi mercantili di passaggio. Le azioni di pirateria erano inoltre rese meno difficoltose dal fatto che le navi mercantili navigavano vicino alla costa e non si avventuravano mai in mare aperto. L'attesa dei pirati, su una rotta battuta da navi cariche di mercanzie, era sempre ricompensata da un bottino favoloso. I pirati attaccavano spesso anche i villaggi e ne catturavano gli abitanti per chiedere un riscatto o per rivenderli come schiavicite-ref-9[9].

Questa è la descrizione che ne fa lo storico mwoaCassio Dione Cocceiano al tempo della mwoqguerra piratica di Pompeo del mwog67 a.C.:

«I pirati non navigavano più a piccoli gruppi, ma in grosse schiere, e avevano i loro comandanti, che accrebbero la loro fama [per le imprese]. Depredavano e saccheggiavano prima di tutto coloro che navigavano, non lasciandoli in pace neppure d'inverno […]; poi anche coloro che stavano nei porti. E se uno osava sfidarli in mare aperto, di solito era vinto e distrutto. Se poi riusciva a batterli, non era in grado di catturarli, a causa della velocità delle loro navi. Così i pirati tornavano subito indietro a saccheggiare e bruciare non solo villaggi e fattorie, ma intere città, mentre altre le rendevano alleate, tanto da svernarvi e creare basi per nuove operazioni, come si trattasse di un paese amico.»

(Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 21.1-3.)

Destinata a grande fortuna fu la definizione di mwpqCicerone del pirata come "communis hostis omnium", nemico comune di tutticite-ref-10[10], che sarà ripresa nel medioevo nella formulazione, erroneamente attribuita a mwqgBartolo da Sassoferrato, dei pirati come "hostes humani generis", nemici dell'umanitàcite-ref-11[11].

Medioevo

Nel mwsqMedioevo pirati europei furono per esempio: mwsgMaio "Matteo - Madio" di Monopoli, 1260 (pirata italiano medievale che navigava nel Mediterraneo preferibilmente tra Puglia e Grecia), mwswEnrico "il Pescatore" di Malta, mwtaRuggero da Fiore, Andrea Morisco, mwtgAwilda, il Duca Barnim VI di Pomerania, Gottfried Michaelsen, i mwuqVitalienbrüder, Hennig Wichmann, Cord Widderich, mwvaMagister "Mastro" Wigbold, mwvqEustachio il Monaco e mwvgKlaus Störtebeker, pirata germano nato nel 1360 a mwvwWismar e morto nel 1401 ad mwwaAmburgo, terrore del mwwqmar baltico.

Nel mwwwMediterraneo all'mwxaAlto Medioevo risalgono le attività piratesche di mwxqVandali, mwxgVichinghi e mwxwDanesi, mentre al mwyaBasso Medioevo quelle di mwyqSlavi e mwygSaraceni con relativi prodromi nei secoli precedenti.

Assieme a questi si aggiungono anche i corsari di mwzaMalta.

I pirati più conosciuti nel mwzgMedioevo furono i mwzwVichinghi, che dalla mw0aScandinavia attaccarono e depredarono principalmente tra l'mw0qVIII e il mw0gXII secolo le coste e l'entroterra di tutta l'mw0wEuropa occidentale e successivamente le coste del mw1aNord Africa e dell'mw1qItalia. La mancanza di poteri centralizzati nell'Europa nel Medioevo vi favorì la pirateria.

I Vichinghi

Navigatori esperti, i guerrieri mw3wnorreni originari della mw4aScandinavia pianificavano i loro attacchi in anticipo e di solito riuscivano a sorprendere le loro prede grazie alla velocità e alla mobilità, elementi chiave delle incursioni norvegesi che le rendeva difficili da prevenire.

Il primo attacco registrato da parte dei vichinghi si ha nel 793, testimoniato da Simone di Durham. Esso racconta del saccheggio della chiesa di mw4gLindisfarne, dove sono stati rubati tutti i tesori.cite-ref-12[12] Incursioni di questo tipo erano comuni fra i norvegesi. Questi pirati erano provvisti di grandi navi che usavano per scontri in mare oltre che per saccheggiare le città e i monasteri, i mw5wdrakkar. Tra i tesori più ricercati vi erano le copertine dei mw6acodici miniati, mw6qcrocifissi d'oro e calici d'argento. I monasteri erano preferiti ad altri obbiettivi a causa della loro lontananza dalle città, la vicinanza all'acqua e l'assenza di eserciti o guardie a difenderli. Potevano essere fatti prigionieri più facilmente.

Nel 795 i pirati nordici fecero irruzione per la prima volta a mw6wIonacite-ref-13[13], un'isola al largo della Scozia. Venne attaccata nuovamente nel 802 e 806 dove si riporta l'uccisione di sessantotto persone fra monaci e laici. Valfridio Strabone, mw8aabate di Reichenau, riporta in un manoscritto contenente molte delle sue opere, racconti dettagliati di un guerriero irlandese aristocratico che donò la sua vita a Dio. Costui era Blathmac e durante un attacco al suo monastero da parte dei pirati nel 825, venne lasciato in vita per ricavare informazioni riguardanti i prossimi obiettivi da depredare. Al rifiuto di fornire tali informazioni, i pirati lo assassinarono brutalmentecite-ref-14[14].

Le mw9gisole britanniche non erano gli unici obiettivi di caccia da parte dei pirati norvegesi. Durante l'impero dei mw9wFranchi, il flusso di Vichinghi non cessò di aumentare. Ovunque ci furono cristiani vittime di massacri, incendi, saccheggi e i Vichinghi continuarono nella conquista di tutto il loro percorso, senza trovare resistenza. Presero mw-aBordeaux, mw-qPérigueux, mw-gLimoges, mw-wAngoulême e mw-aTolosa. Le città di mw-qAngers, mw-gTours e mw-wOrléans vennero annientate e una flotta imponente di navi pirata che risaliva su per la mwaqaSenna portò la paura in tutta la regione. mwaqeRouen fu rasa al suolo; Parigi, mwaqiBeauvais e mwaqmMeaux furono prese e ogni città fu mwaqqassediata.

Entro la fine del mwaqyIX secolo, i Franchi avevano pagato l'equivalente di dodici tonnellate di argento, grano, bestiame, vino, sidro e cavalli per evitare il saccheggio delle loro città e dei monasteri.

I pirati norvegesi si svilupparono nei primi anni dell'epoca vichinga. Dopo un primo periodo di mwaqgnomadismo, stabilirono basi stabili sulle coste, insediandosi con le loro famiglie in posti come Jorvik (mwaqkYork), mwaqoIslanda, mwaqsNovgorod (mwaqwRussia) e mwaq0Normandia. La pirateria mise le basi per l'esplorazione finché la civiltà norvegese raggiunse il mwaq4Nord America.
Famosi per la loro abilità di navigatori e per le lunghe barche, i vichinghi in pochi secoli colonizzarono le coste e i mwarafiumi di gran parte d'Europa, le isole mwareShetland, mwariOrcadi, mwarmFær Øer, l'mwarqIslanda, la mwaruGroenlandia e mwaryTerranova; si spinsero a sud fino alle coste del mwarcNordafrica e a est fino alla Russia e a mwargCostantinopoli, sia per commerciare sia per compiere saccheggi.

Il loro declino avvenne in coincidenza con la diffusione del mwaroCristianesimo in Scandinavia; a causa della crescita di un forte potere centralizzato e al rinforzarsi delle difese nelle zone costiere dove erano soliti compiere saccheggi, le spedizioni predatorie divennero sempre più rischiose, cessando completamente nell'mwarsXI secolo, con l'ascesa di re e grandi famiglie mwarwnobili e di un sistema semi mwar0feudale.

I Vichinghi, nell'mwar8immaginario moderno, sono associati a falsi miti, tra i quali che fossero molto alti (secondo studi moderni erano solo di media statura), che indossassero mwasaelmi con le corna, che vivessero solo per depredare (anzi erano anche commercianti o semplici esploratori), usassero i teschi come tazze nonché fossero selvaggi e sporchi. Il cuore della società vichinga era in realtà basato sulla reciprocità, sia a livello personale e sociale sia a livello politico. Riguardo all'mwaseigiene, erano in realtà considerati "eccessivamente puliti" dalle popolazioni britanniche per la loro abitudine di fare almeno un bagno a settimana e usavano pettini e mwasisapone. Storicamente inesatto invece il fatto che portassero elmi dotati di corna.
Ciò non toglie che effettivamente i Vichinghi terrorizzassero chiunque fosse da loro assalito; spesso trucidavano la popolazione locale, depredando tutti i beni e il bestiame, schiavizzavano i bambini e le donne, talvolta arrivando a commettere mwasqinfanticidio, secondo le loro usanze belliche.

I Mori

Verso la fine del mwassIX secolo, i mwaswMori si erano instaurati lungo le coste della mwas0Francia meridionale e l'mwas4Italia settentrionale. Nell'anno 846 i Mori saccheggiarono Roma e danneggiarono il Vaticano. Nel 911, il mwas8Vescovo di Narbona fu impossibilitato al ritorno in Francia per via del controllo che i Mori esercitavano su tutti i passi delle Alpicite-ref-15[15]. Dall'anno 824 all'anno 916 i pirati Arabi razziarono per l'intero Mediterraneo. Nel mwatqXIV secolo gli assalti dei pirati Mori e Arabi costrinsero il Ducato mwatuVeneziano di mwatyCreta a chiedere al Gran Duca di tenere costantemente in allerta la sua flotta navalecite-ref-16[16].

I Narentani

Dopo le invasioni compiute dagli mwat0Slavi della ex mwat4provincia romana della Dalmazia nel mwat8V e mwauaVI secolo, una tribù chiamata mwaueNarentani prese il comando, a partire dal mwauiVII secolo, sul mwaummare Adriatico. Le loro incursioni aumentarono al punto che viaggiare e commerciare attraverso l'Adriatico non era più sicurocite-ref-17[17].

I Narentani furono liberi di attaccare e saccheggiare nel periodo in cui la Marina Veneziana era impegnata in campagne militari fuori dai propri mari, ma al momento del suo ritorno nell'Adriatico, i Narentani abbandonarono i loro assalti, e furono costretti a firmare un trattato con i Veneziani e a riconoscere il mwaukcristianesimo. Negli anni 834-835, rotto il trattato precedentemente stipulato, attaccarono nuovamente ai danni di commercianti veneziani di ritorno da mwauoBenevento. Seguirono quindi, negli anni 839 e 840, dei tentativi di punirli da parte dei militari veneziani che andarono completamente falliti.

Successivamente gli attacchi ai danni dei Veneziani si fecero più frequenti e videro anche la partecipazione degli mwauwArabi. Nell'anno 846, i Narentani saccheggiarono la mwau0laguna di Caorle passando alle porte di Venezia. I Narentani rapirono degli emissari del vescovo di Roma, che facevano ritorno dal Consiglio Ecclesiastico di mwau4Costantinopoli. Questo causò delle azioni militari da parte dei Bizantini che riuscirono a sconfiggerli e convertirli al cristianesimo. Dopo le incursioni da parte degli Arabi, sulla costa adriatica nell'872 e il ritiro della Marina Imperiale, i Narentani hanno continuato le loro scorrerie nelle acque Veneziane, provocando nuovi conflitti con gli italiani nell'887-888.

I Veneziani inutilmente continuarono a combattere contro di loro nel corso dei secoli mwavaX e mwaveXI.

Corsari Catalani

Il programma di espansione dell'mwavqAragona era incentrato prevalentemente sulle attività marinare di pirateria e di corsa. Molte furono le lamentele da parte di diverse regioni vicine e lontane, attestando così l'efficacia di tali attività.

Nel 1314 due ambasciatori marsigliesi accusarono i pirati Catalani di aver venduto alcuni commercianti e marinai mwavyprovenzali, dopo averli privati di beni e imbarcazioni. Attorno al 1360, sempre da parte dei marsigliesi, si ha notizia dell'invio alla mwavcRegina Giovanna I di Napoli di ambasciatori per la richiesta di risarcimento di danni conseguenti a razzie catalane, che ammontavano a ben 40.000 fiorini d'orocite-ref-18[18]. I Re Aragonesi non sempre mantenevano un atteggiamento chiaro nei confronti degli alleati, ai quali da un lato promettevano amicizia, mentre permettevano che i propri sudditi si volgessero contro di loro per saccheggi e attacchi ai mercantili. Il controllo sul movimento dei porti aragonesi era rigido e veniva precisato da speciali norme che stabilivano le regole e le precauzioni secondo le quali si doveva navigare. L'editto reale del 1354 prevedeva infatti che nessuna imbarcazione potesse salpare dalla spiaggia di mwavwBarcellona o da altri porti del Regno, senza una licenza o un lasciapassare e che soltanto le navi armate potessero trasportare merci pregiate.cite-ref-19[19]

Una organizzazione così minuziosa dell'attività mercantile sottolinea la volontà di programmare anche il commercio in funzione dei problemi dell'offesa e della difesa e quindi della pirateria e della guerra di corsa.

Rappresaglie ufficiali

Fu il mwawkRe Enrico III (1216-1272) a emettere le prime conosciute mwawolettere di marca (o di corsa).

Ve ne erano di 2 tipi: in tempo di guerra il re emetteva lettere di corsa che autorizzavano i corsari ad attaccare le navi nemiche, e in periodo di pace i mercanti che avevano perso le navi o il carico per colpa di pirati potevano richiedere una lettera di marca speciale che permettesse di attaccare navi appartenenti allo Stato d'origine del pirata, per recuperare le perdite.

La gravità di questo fenomeno è testimoniata da provvedimenti cruenti ed esemplari come quello preso dal Re Enrico III nei confronti di William Maurice, condannato per pirateria nel 1241, il primo ad essere impiccato e squartato per atti di pirateriacite-ref-20[20].

Imbarco per la Terra Santa

L'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni, detti anche Cavalieri del Santo Sepolcro, fu fondato nell'mwaxqXI secolo durante le mwaxucrociate con l'intento di difendere mwaxyGerusalemme, in mano ai cristiani, dagli attacchi delle forze dell'Islam (tra i cui attacchi vi era anche la "Corsa barbaresca" alle coste corrispondenti all'attuale area di mwaxcIsraele). Esiste una miniatura che mostra i mwaxgcrociati che caricano le navi per il viaggio in mwaxkTerra Santa. I cavalieri costruirono anche ospedali dove ricoverare i crociati feriti.

I pirati barbareschi

Nel mwax0Mar Mediterraneo operò la mwax4pirateria barbaresca, ad opera dei mwax8corsari barbareschi, provenienti dalle regioni "barbaresche" (cioè a maggioranza mwayaberbera che si affacciano sul Mediterraneo), che cominciarono a operare dal 1400.

Le scorrerie degli arabi nel Mediterraneo iniziarono con l'occupazione del mwayicantiere navale di mwaymAlessandria d'Egitto ('642) e la successiva costruzione del cantiere navale di mwayqQayrawan, presso mwayuTunisi ('690 circa)cite-ref-21[21]cite-ref-22[22].

Gli mway8Stati barbareschi (Algeri, Tripoli e Tunisi) erano mwazacittà-Stato mwazemusulmane situate sulle coste del Mediterraneo, la cui principale attività era rappresentata dalla guerra marittima di corsa, soprattutto ai tempi delle mwazicrociate, guerre religiose che videro scontrarsi, a partire dalla fine dell'mwazmXI secolo, cristiani e musulmani.

Fino a circa il 1440, il commercio marittimo nel mwazuMare del Nord e nel Mar Baltico fu seriamente in pericolo di attacchi pirati.

Pirateria moderna

I musulmani continuarono anche nel mwaasRinascimento a depredare navi, e finirono progressivamente solo nel mwaawXIX secolo, partendo sempre e solo dalle coste marocchine, algerine, tunisine o libiche, ma senza essere pirati; ciò è dimostrato dal fatto che i mwaa0corsari barbareschi non aggredivano navigli mwaa4musulmani ma rapinavano esclusivamente imbarcazioni mwaa8cristiane.

La pirateria moderna iniziò realmente solo nel mwabeXVII secolo nel mwabiMare Caraibico e in meno di mezzo secolo si estese a tutti i continenti; il mwabmMare delle Antille fu il centro della pirateria perché là i pirati godevano di una serie di appoggi e favori sulla terraferma, perché le numerose isole presenti erano ricche di cibo e i fondali bassi impedivano inseguimenti da parte delle già lente navi da guerra.

Tra le cause dello sviluppo della moderna pirateria vi fu l'azione della mwabuFrancia e dell'mwabyInghilterra che, per contrastare la mwabcSpagna nel mwabgMare dei Caraibi, finanziarono mwabkvascelli corsari che saccheggiassero i mercantili spagnoli. Successivamente, sia per il venir meno dell'appoggio anglo-francese, sia per una acquisita abitudine allo stile di vita libero e indipendente, molti corsari divennero piraticite-ref-23[23].

Nel 1717 e 1718 re mwacmGiorgio I di Gran Bretagna offrì il perdono ai pirati nella speranza di indurli ad abbandonare la pirateria, senza effetto. Si organizzò allora una sistematica "caccia ai pirati" da parte di navi corsare, specificamente autorizzate dai governi per combattere i pirati. Infatti, sebbene nel momento della massima espansione, attorno al 1720, i pirati dell'Atlantico non superassero il numero di mwacq4 000, essi furono in grado di porre una pesante minaccia sullo sviluppo capitalistico dei commerci tra Inghilterra e colonie.

Ciò fu reso possibile, oltre che dalla oggettiva difficoltà di opporsi alla pirateria, da alcune cause più generali. Con il mwacytrattato di Utrecht, la fine della mwaccguerra di successione spagnola e il nuovo equilibrio tra potenze che si creò a partire dal 1714, le marinerie militari di Francia, Spagna e Inghilterra furono molto ridotte e fino al 1730 circa vi fu anche una certa diminuzione dei commerci internazionali. La disoccupazione che colpì i marinai, la drastica diminuzione dei salari, e il contemporaneo peggioramento delle condizioni di vita sui vascelli, spinse un gran numero di marinai verso la pirateria che prometteva guadagni più facili e condizioni di vita più umane.

Pirateria nelle isole Canarie

A causa della situazione strategica di questo arcipelago spagnolo come crocevia di rotte marittime e ponti commerciali tra mwac4Europa, mwac8Africa e mwadaAmericacite-ref-a-24-0[24], questo fu uno dei luoghi del pianeta con la più grande presenza di pirati.

Le mwadyisole Canarie videro attacchi e saccheggio continuo di corsari mwadcberberi, mwadginglesi, mwadkfrancesi e mwadoolandesicite-ref-a-24-1[24]; e pirati e corsari che da questo arcipelago lanciavano incursioni nei mwad8Caraibi. Pirati e corsari come François Le Clerc, mwaeeJacques de Sores, mwaeiFrancis Drake, Pieter van der Does, Morato Arráez e mwaeuHoratio Nelson attaccarono le isole. Tra i nati nell'arcipelago spiccò soprattutto mwaeyAmaro Pargo, che fu beneficiato dal monarca mwaecFilippo V di Spagna per le sue incursioni commerciali/corsarecite-ref-colfar-25-0[25]cite-ref-amaroheroe-26-0[26].

mwafeSanta Cruz de Tenerife fu, soprattutto durante la prima metà del XVIII secolo, il più importante centro mwaficorsaro della regione mwafmmacaronesicacite-ref-b-27-0[27]cite-ref-28[28]. La recente scoperta di abbondanti prove documentali di una significativa attività corsara, svolta principalmente da nativi, residenti e abitanti dell'isola, conferma questo fatto. Allo stesso tempo, le numerose navi pirata che frequentavano le acque delle Canarie utilizzavano punti di approdo lungo la sua costa. Questo fu il caso di Valle de Salazar o mwafwSan Andrés, che si era guadagnata la reputazione di "porto mwaf0pirata" fino alla costruzione del suo castello o torre difensivacite-ref-29[29].

Pirateria in Estremo Oriente

Nei mari della mwagqMalaysia e dell'mwaguIndonesia imperversavano gli mwagyOrang Laut, pirati-pescatori, "nomadi del mare" le cui origini furono nelle lussureggianti mwagcIsole Riau, indonesiane. Questi pirati nel mwaggMedioevo furono assoldati dai signori locali per la difesa dei propri territori in cambio di benefici commerciali, come accadde durante l'epoca Srivijaya, regno malese formato da città-stato che fra il mwagkVII e il mwagoXIII secolo esercitò una mwagstalassocrazia basata sull'appoggio degli mwagwOrang Laut a bordo di imbarcazioni agili e veloci (mwag0prahos) per assalire i mercantili.

Il mwag8Mar Cinese Meridionale dal Medioevo al mwahaXIX secolo fu infestato da gruppi di pirati che in particolare imperversavano nell'odierna mwaheTaiwan. Dal mwahiXIV al mwahmXVII secolo i mwahqwakō, banditi-pirati giapponesi, colpirono l'arcipelago nipponico, le coste della mwahuCina e la penisola di mwahyCoreacite-ref-30[30]. Tra i pirati dell'mwahsEstremo Oriente si ricorda la figura femminile di mwahwChing Shih, che riunì una flotta poderosacite-ref-31[31].

Pirateria nel Golfo Persico

La pirateria nel mwai0Golfo Persico risale ad epoche molto antiche. Già nell'mwai4VIII secolo a.C. nel Golfo c'erano i pirati. Le navi che a quei tempi navigavano nel Golfo erano solite costeggiare la costa, ancorando al calare della notte e proseguendo il viaggio all'alba. Il pericolo rappresentato dai pirati era così grave che intorno al 690 a.C. il re assiro mwai8Sennacherib inviò una spedizione contro di loro e li costrinse a stabilirsi nella regione di mwajaGerrha ad Hasa, sulla costa araba di fronte al mwajeBahrein.cite-ref-belgrave-32-0[32]

Altri scrittori greci e romani parlano spesso dei pirati che infestavano i mari, e Plinio descrive gli arcieri che erano tenuti sulle navi per difenderle dagli attacchi dei pirati. Nellìantico manuale di navigazione mwajcPeriplo del Mar Rosso risalente al mwajgI secolo sono menzionati i pirati. Nel 116 d.C., l'imperatore romano mwajkTraiano, emulando le gesta di Alessandro, dopo aver sconfitto i mwajoParti, guidò una spedizione navale nel Golfo e devastò la costa dell'Arabia, da dove proveniva la maggior parte dei pirati. Durante il periodo sasanide il re mwajsShapur II (310 - 319) inviò una forza navale contro gli arabi di Hajar, l'attuale Hasa, come rappresaglia per la loro attività piratesca.cite-ref-belgrave-32-1[32]

Anche mwakeMarco Polo, il famoso viaggiatore veneziano, che visitò Hormuz nel 1271 fece delle osservazioni sui pirati affermando che nel mwakiVII secolo le isole del mwakmBahrein erano controllate dalla tribù piratesca di Abd-ul-Kais e nel mwakqIX secolo i mari erano così pericolosi che le navi cinesi che navigavano nel Golfo Persico trasportavano dai 400 ai 500 uomini armati e rifornimenti per sconfiggere i pirati.cite-ref-33[33]

Agli inizi del mwakoXVI secolo i portoghesi conquistarono la regione. Nel 1507 conquistarono mwaksMascate, nel 1515 presero mwakwHormuz e nel 1521 conquistarono il mwak0Bahrain. Dopo l’instaurazione del dominio portoghese nel Golfo, per qualche tempo la pirateria sembrava essere quasi cessata. Essa tuttavia riprese verrso la fine del secolo dopo che il potere del Portogallo in Oriente cominciò a scemare.cite-ref-belgrave-32-2[32]

Lo scenario politico dell'inizio del mwalmXVIII secolo nel Golfo Persico vedeva il declino del potere portoghese nell'area, l'indipendenza dell'mwalqOman dalle compagnie commerciali europee e l'assassinio nel 1747 di mwaluNadir Shah per mano dei suoi stessi ufficiali. Tutti questi fattori diedero stimolo alle tribù arabe che abitavano la costa occidentale del Golfo; fra queste i mwalyQawasim emersero prepotentemente per svolgere un ruolo chiave negli affari politici del Golfo nel XVIII secolo.cite-ref-otabi24-34-0[34]

Sulla base delle loro innate capacità marinare e approfittando del favorevole momento politico, i Qawasim formarono la flotta più potente del Golfo Persico e stabilirono un vero e proprio monopolio dei commerci marittimi nel Golfo. Questa situazione pose i Qawasim in forte competizione con la mwalwCompagnia britannica delle Indie orientali e quindi con il governo britannico.cite-ref-otabi26-35-0[35]

Accusati dai britannici di praticare estensivamente la pirateria i Qawasim furono colpiti duramente con delle campagne militari prima nel 1809 e successivamente nel mwami1819. Questa seconda azione ebbe un esito disastroso per i Qawasim e i loro alleati che dovettero arrendersi e firmare nel 1820 un mwammtrattato di pace che di fatto pose fine alla loro autonomia e spianò la strada per una dominazione britannica nella regione.cite-ref-36[36]

Occorre dire che, in tempi recenti, sulle accuse di pirateria mosse dai britannici ai Qawasim, si è acceso un dibattito. L’opinione comune di scrittori inglesi come Lorimercite-ref-37[37] e più tardi Kellycite-ref-38[38] era che gli inglesi fossero motivati dal desiderio di mantenere aperta un'importante via commerciale e postale (lungo il Golfo Persico) e che invece i Qawasim, erano principalmente motivati da considerazioni di saccheggio piratesco. L'attuale emiro di mwanmSharja, mwanqSultan bin Muhammad Al-Qasimi, nel suo libro mwanuThe myth of Arab piracy in the Gulf, pubblicato per la prima volta nel 1986, ha contestato l'accusa di pirateria. Secondo lui i Qawasim erano dei proto-nazionalisti arabi preoccupati di creare una nazione nel Golfo, interessati solo marginalmente ai proventi della pirateria e molto più influenzati dal desiderio di mantenere il loro commercio dalla spietata concorrenza della Compagnia delle Indie Orientali. Probabilmente entrambe le motivazioni addotte sono incomplete e le parti in causa avevano motivazioni più sottili legate ad un ambito politico più ampio.cite-ref-otabi164-39-0[39]

Gli inglesi da un lato erano impegnati in un'aspra rivalità con la Francia durante tutto il periodo in esame e avevano perso le colonie americane nella mwansguerra d'indipendenza. Essi erano pertanto determinati a consolidare la loro posizione nell'emisfero orientale e le rotte commerciali per l'India avevano nel Golfo Persico un tratto di estrema importanza. Inoltre la mwanwcampagna d'Egitto di mwan0Napoleone aveva pesantemente messo in pericolo la rotta terrestri verso l'India e anche dopo la sconfitta di Napoleone, i britannici, desiderosi di rendere sicura questa rotta, colsero l'opportunità della lotta ai "pirati" Qawasim per consolidare la loro posizione nella regione.cite-ref-otabi164-39-1[39]

I Qawasim, d'altra parte, se anche erano mossi dall'obiettivo politico di unificare la parte araba del Golfo, volevano anche espandere la loro quota del commercio nel Golfo e l'Oceano Indiano nord-occidentale. Entrambi questi obiettivi furono il risultato dell’adesione dei Qawasim al Wahabismo, in un momento in cui il crollo del potere persiano diede loro la possibilità di affermarsi come potenza navale predominante nel Golfo, e quando la rivalità tribale sulla terra si unì allo zelo per l’espansione, il Wahabismo offrì ai Qawasim l’opportunità di affermarsi come gruppo predominante sulla terraferma, legittimando al tempo stesso il loro attacco alle navi facendo appello alla mwaomjihad contro i miscredenti inglesi.cite-ref-otabi164-39-2[39]

Pirateria contemporanea

La pirateria è un fenomeno presente anche nel mondo contemporaneo. I pirati d'oggi hanno armi sofisticate, ma usano le stesse antiche tecniche di abbordaggio. Attaccano navi mercantili o da crociera; in alcuni casi uccidono i marinai e s'impossessano del carico, o prendono in ostaggio l'equipaggio e chiedono un riscatto. Si calcola che le perdite annue ammontino tuttora tra 13 e 16 miliardi di dollaricite-ref-40[40]cite-ref-41[41], in particolare a causa degli abbordaggi nelle acque degli oceani mwapiPacifico e mwapmIndiano e negli stretti di mwapqMalacca e di mwapuSingapore, dove transitano annualmente più di mwapy50 000 cargo commerciali.

Mentre il problema si presenta saltuariamente anche sulle coste del mwapgMediterraneo e del mwapkSud America, la mwapopirateria nei Caraibi e in mwapsAmerica del Nord è stata debellata dalla mwapwGuardia costiera degli Stati Uniti. Nel mwap0golfo di Aden e mwap4Corno d'Africa è presente la mwap8pirateria somala. Anche il mwaqagolfo di Guinea è soggetto ad attacchi di pirateria.

Caratteristiche

Spesso si tendono a confondere pirati, corsari, mwaqqbucanieri e mwaqufilibustieri (soprattutto nel mwaqylinguaggio comune). La differenza è sottile, perché si tratta sempre di razzie, mwaqcfurti e mwaqgrapine sul mare.

"Pirata" è il più generico: letteralmente è "assalitore" (come da etimo), ma in senso stretto è chi agisce per sé o il proprio equipaggio. Anche "corsaro" è "predone" (uno dei significati di "corsa" dal latino è "saccheggio", tanto che già in latino mwaqocursarius è sinonimo di "pirata", e tuttora "correre il mare" è "far pirateria"), però nella storia è chi non agisce solo per sé bensì anche per un governo (di cui si batte bandiera, con cui si condivide bottini e da cui si ha autorizzazione mediante "lettera di corsa"). In altre parole, i corsari sono pirati legalizzati.

“Bucaniere” e “filibustiere” sono vocaboli che si riferiscono all'epoca d'oro della pirateria (fra mwaqw'500 e mwaq0'800, la caraibica fra mwaq4'600 e mwaq8'700). I bucanieri sono i mwaracoloni anglo-francesi delle Antille di inizio mwareXVII secolo, che dagli indigeni imparano a mwariboucanier (termine di origine indigena, con stessa radice da cui "mwarmbarbecue", passato in Europa dal francese), cioè "friggere carni su graticola (mwarqboucan)", finché le rivendicazioni coloniali spagnole li spinsero a diventare pirati sempre più organizzati, la "Fratellanza della Costa" con capitale Tortuga (decaduta dopo il 1685, espugnata nel 1720). Il filibustiere è intermedio fra pirata e corsaro: come il secondo è tollerato (ma senza lettera di corsa), come il primo è "libero saccheggiatore" (inglese mwarufreebooter, olandese mwaryvrijbuitier; francese mwarcflibustier, italiano "filibustiere") cioè dipende solo da se stesso e non da governi legittimanti. Anche i filibustieri si danno un'organizzazione, la mwargFilibusta, per la protezione della pirateria antispagnola internazionale (ma questa 'libertà' è tale che a differenza dei bucanieri non hanno una Tortuga, pur condividendone azioni e idee).

Pirati, corsari, bucanieri e filibustieri etimologicamente sono rispettivamente assalitori, saccheggiatori, friggitori e liberi saccheggiatori.

Codice piratesco

Ogni compagnia piratesca aveva un proprio codice per governare lo stile di vita dei pirati.cite-ref-43[43] Tali regole servivano per dare ordine e disciplina a bordo della nave, ma anche per regolamentare la divisione dei beni rubati e per concedere risarcimenti ai pirati rimasti feriti nelle operazioni.

I pirati prendevano decisioni sempre in maniera collettiva e pertanto anche il capitano di una ciurma era soggetto a sottostare alle regole che, di fatti, erano un contratto tra ambo le parti; solo la fase del combattimento era affidata alle decisioni e all'intraprendenza del singolo che per questo si poteva distinguere dagli altri marinai a bordo.

Tesori

È più mwas0leggenda che mwas4realtà il fatto che i pirati nascondessero mwas8tesori in isole disabitate, anche se non lo si può escludere, in attesa di poterli smerciare senza rischio. I tesori dei pirati più ricercati del mondo sono il tesoro degli mwataInca, il mwatetesoro sepolto nell'Isola del Cocco (al largo della costa pacifica costaricana) e il tesoro del pirata mwatiWilliam Kiddcite-ref-44[44]cite-ref-45[45].

Democrazia

I pirati dei Caraibi del mwat0Seicento e mwat4Settecento seguivano pratiche sorprendentemente democratiche a bordo delle loro navi. Le decisioni venivano prese collettivamente tramite votazioni, il bottino era diviso equamente e il capitano poteva essere destituito se ritenuto incapace. Le regole di convivenza erano stabilite in anticipo e rispettate per mantenere l'efficienza. Secondo alcuni studiosi, come l'antropologo David Graeber, i pirati potrebbero essere considerati pionieri di pratiche democratiche, anche se altri storici vedono la pirateria solo come un'attività criminale priva di ideali politici.cite-ref-46[46]

Nella cultura di massa

La pirateria nell'mwauuimmaginario collettivo si associa soprattutto al mwauycolonialismo e all'mwaucesotico (caraibico seicento-settecentesco mwaugin primis), ed è piena di luoghi comuni prevalentemente falsi.cite-ref-47[47]cite-ref-48[48]cite-ref-49[49]cite-ref-50[50]cite-ref-51[51]cite-ref-52[52]cite-ref-53[53]

In linea di massima: tutto vero per attributi, ovvero ciò che i pirati hanno (ad esempio copricapo, simboli macabri, armi fino ai denti anche in senso letterale); tutto falso per azioni, ovvero ciò che essi fanno e di cui danno prova (epiche imprese d'armi bianche, romanticismi, galanterie, camminate su passerelle per far cadere in mare, sepolture di tesori, mappe, eroismi vari...). Spesso ogni capitano pirata aveva un proprio vessillo.

Nella storia sono quasi zero i casi della mwawccamminata sull'asse; invece si tratta prevalentemente di un luogo comune cinematografico-letterario. Lo stesso vale per l'uso di galeoni e di altre navi grandi come vascelli pirata: il galeone tendeva più a subire pirateria che non a praticarla. Imbarcazioni enormi sono invece un mito hollywoodiano, in quanto esse sono pratiche ed epiche su grande schermo (scontri più emozionanti, maggior visibilità, maggior spazio per tanti attori). Nella storia, viceversa, le navi pirata avevano per lo più dimensioni contenute: facilità di "mordi e fuggi", navigazione su bassi fondali (inagibili a mezzi più grandi); a essere più grandi erano invece le prede, in quanto più veloci nel muoversi in avanti ma meno facilmente manovrabili, quindi più impacciate e vulnerabili.

I tesori non erano il bottino tipico (lo erano invece provviste, attrezzature, armamenti, qualche schiavo nero, tessuti, tutti elementi che non avrebbe senso seppellire), perché al tempo dell'Impero spagnolo coloniale la spagnola Flotta del Tesoro era quasi incontrastata nonostante le incursioni piratesche, e le riserve caraibiche di metalli preziosi erano in progressivo calo una volta annientati gli Indios (nelle cui zone erano in gioco non solo oro e argento, ma anche vari prodotti come zucchero di canna, tuberi, mais, carne, frutti tropicali, tabacco o cotone). Decisamente pochi i casi di sepoltura di tesori, per nasconderli in attesa di smaltirli (tipico lo scialacquo) o di farci una vita da sultano (raro, perché spesso si moriva prima di averne il tempo). Nella storia non sono documentate mappe indicanti luoghi di sepoltura di tesori.

Riguardo agli arrembaggi la realtà storica ha ben poco a che spartire con cinema e letteratura: scopi dell'assalto sono saccheggio e rapina, mentre uccisioni e distruzioni sono strumentali e mai fini a sé; con ciò si punta tutto soltanto sul minacciare e sull'incutere paura.

Non è vero che i pirati portassero sempre pappagalli parlanti sulla spalla. Questo pennuto era sì ricercato come souvenir esotico e quindi animale da compagnia tra marinai, ma non per questo c'era sempre di mezzo fra pirati e non era per forza l'animale più diffuso quando lo si teneva (altre volte scimmie, ma più spesso gatti per poter far piazza pulita di topi). Il pappagallo è quindi una mezza verità, non necessariamente una falsità.

Falsi gli elmi dotati di corna per i predoni, navigatori e guerrieri vichinghi: è un mito creato dal Romanticismo.

Complessivamente i pirati del passato non avrebbero avuto aure romantiche neanche potenzialmente: non erano necessariamente lupi di mare; molti non sapevano nuotare; generalmente avevano problemi col pesce; nel Mediterraneo abbordavano e arrembavano dopo lunghi avvistamenti da riva (ove peraltro si consumavano le piraterie più impegnative e sussistevano basi irrinunciabili per relative attività), non lunghe traversate in alto mare che sfociassero in spettacolari combattimenti.

In sintesi, raramente quei predoni erano in perfetta simbiosi con nautica e mare, tant'è che solitamente personale specializzato e attrezzature adatte erano frutto di sequestri; infatti sostanzialmente i briganti marittimi erano invece abili soltanto nei vizi e nelle violenze. Fra l'altro reperti archeologici subacquei porterebbero stature medie piratesche intorno al metro e sessantacinque.

Letteratura

Celeberrimo sul tema rimane tuttora mwaxcmwaxgL'isola del tesoro di mwaxkRobert Louis Stevenson, che ha avuto numerose trasposizioni filmiche e ha dato origine ai principali stereotipi di questo filone, tra i quali il "tesoro nascosto".

In lingua italiana il successo dei romanzi di mwaxsEmilio Salgari, pubblicati anch'essi a partire dal 1883, determinò una grande attenzione sia sui mwaxwpirati della Malesia sia sui mwax0corsari delle Antille - i protagonisti dei due suoi cicli più letti - e influenzò notevolmente la successiva filmografia nazionale.

Elementi pirateschi scaturiscono anche da mwax8mwayaPeter Pan di mwayeJames Matthew Barrie, soprattutto per l'antagonista mwayiCapitan Uncino che segna lo stereotipo del pirata con protesi uncinata al posto di una mwaymmano.

Filmografia

Un gran numero di pellicole ha avuto per protagonisti e antagonisti pirati, corsari, bucanieri e filibustieri, tanto che i "film sui pirati" sono considerati un vero e proprio mway4sottogenere dei mway8film avventurosi soprattutto di tipo "mwazacappa e spada", che ha goduto, specialmente tra gli anni trenta e cinquanta del Novecento, di grande popolarità. Alcuni film e programmi possono avere riferimenti pirateschi senza che i pirati siano personaggi. Segue un elenco parziale.

• mwazmmwazqCabiria, regia di mwazuGiovanni Pastrone (1914)
• mwazcmwazgIl corsaro nero, regia di mwazkVitale De Stefano (1921)
• mwazsmwazwLa regina dei Caraibi, regia di Vitale De Stefano
• mwaz4mwaz8Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, regia di Vitale De Stefano (1921)
• mwa0emwa0iIl figlio del Corsaro Rosso, regia di Vitale De Stefano (1921)
• mwa0qmwa0uGli ultimi filibustieri, regia di Vitale De Stefano (1921)
• mwa0cmwa0gIl corsaro, regia di mwa0kCarmine Gallone e mwa0oAugusto Genina (1924)
• mwa0wmwa00Peter Pan, regia di mwa04Herbert Brenon (1924)
• mwa1amwa1eL'isola del tesoro (mwa1iTreasure Island), regia di mwa1mVictor Fleming (1934)
• mwa1umwa1yCapitan Blood (mwa1cCaptain Blood), regia di mwa1gMichael Curtiz (1935)
• mwa1omwa1sIl Corsaro Nero, regia di mwa1wAmleto Palermi (1937)
• mwa14mwa18I filibustieri (mwa2aThe Buccaneer), regia di mwa2eCecil B. DeMille (1937)
• mwa2mmwa2qLa taverna della Giamaica (mwa2uJamaica Inn), regia di mwa2yAlfred Hitchcock (1939)
• mwa2gmwa2kLo sparviero del mare (mwa2oThe Sea Hawk), regia di mwa2sMichael Curtiz (1940)
• mwa20mwa24La figlia del Corsaro Verde, regia di mwa28Enrico Guazzoni (1940)
• mwa3emwa3iI pirati della Malesia, regia di mwa3mEnrico Guazzoni (1941)
• mwa3umwa3yIl cigno nero (mwa3cThe Black Swan), regia di mwa3gHenry King (1942)
• mwa3omwa3sIl figlio del corsaro rosso, regia di mwa3wMarco Elter (1943)
• mwa34mwa38Gli ultimi filibustieri, regia di mwa4aMarco Elter (1943)
• mwa4imwa4mSinbad il marinaio (mwa4qSinbad the Sailor), regia di mwa4uRichard Wallace (1947)
• mwa4cmwa4gL'isola del tesoro (mwa4kTreasure Island), regia di mwa4oByron Haskin (1950)
• mwa4wmwa40Le avventure di Capitan Blood (mwa44Fortunes of Captain Blood), regia di mwa48Gordon Douglas (1950)
• mwa5emwa5iL'ultimo dei bucanieri (mwa5mLast of the Buccaneers), regia di mwa5qLew Landers (1950)
• mwa5ymwa5cLa regina dei pirati (mwa5gAnne of the Indies), regia di mwa5kJacques Tourneur (1951)
• mwa5smwa5wIl corsaro (mwa50Captain Pirate), regia di mwa54Ralph Murphy (1952)
• mwa6amwa6eIl pirata Barbanera (mwa6iBlackbeard the Pirate), regia di mwa6mRaoul Walsh (1952)
• mwa6umwa6yI tre corsari, regia di mwa6cMario Soldati (1952)
• mwa6kmwa6oIl corsaro dell'isola verde (mwa6sThe Crimson Pirate), regia di mwa6wRobert Siodmak (1952)
• mwa64mwa68Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, regia di mwa7aMario Soldati (1953)
• mwa7imwa7mLe avventure di Peter Pan (mwa7qPeter Pan), regia di mwa7uClyde Geronimi, mwa7yWilfred Jackson e mwa7cHamilton Luske (1953)
• mwa7kmwa7oI misteri della giungla nera, regia di mwa7sGian Paolo Callegari e mwa7wRalph Murphy (1953)
• mwa74mwa78Il figlio di Sinbad (mwa8aSon of Sinbad), regia di mwa8eTed Tetzlaff (1955)
• mwa8mmwa8qIl corsaro della mezzaluna, regia di mwa8uGiuseppe Maria Scotese (1957)
• mwa8cmwa8gIl 7º viaggio di Sinbad (mwa8kThe 7th Voyage of Sinbad), regia di mwa8oNathan H. Juran (1958)
• mwa8wmwa80I bucanieri (mwa84The Buccaneer), regia di mwa88Anthony Quinn (1958)
• mwa9emwa9iLa scimitarra del Saraceno, regia di mwa9mPiero Pierotti (1959)
• mwa9umwa9yIl figlio del corsaro rosso, regia di mwa9cPrimo Zeglio (1959)
• mwa9kmwa9oIl conquistatore di Maracaibo, regia di mwa9sEugenio Martín (1960)
• mwa90mwa94I pirati di Tortuga (mwa98Pirates of Tortuga), regia di mwa-aRobert D. Webb (1961)
• mwa-imwa-mIl dominatore dei 7 mari, regia di mwa-qPrimo Zeglio (1962)
• mwa-ymwa-cLa tigre dei sette mari, regia di mwa-gLuigi Capuano (1962)
• mwa-omwa-sI pirati della Malesia, regia di mwa-wUmberto Lenzi (1964)
• mwa-4mwa-8Sindbad contro i sette saraceni, regia di mwa-aEmimmo Salvi (1965)
• mwa-imwa-mL'avventuriero della Tortuga, regia di mwa-qLuigi Capuano (1965)
• mwa-ymwa-cSurcouf, l'eroe dei sette mari, regia di mwa-gSergio Bergonzelli (1966)
• mwa-omwa-sIl fantasma del pirata Barbanera (mwa-wBlackbeard's Ghost), regia di mwa-0Robert Stevenson (1968)
• mwa-8mwbaaAsterix e Cleopatra (mwbaeAstérix et Cléopâtre), film di animazione, regia di mwbaiRené Goscinny e mwbamAlbert Uderzo (1968)
• mwbaumwbayFranco, Ciccio e il pirata Barbanera, regia di mwbacMario Amendola (1969)
• mwbakmwbaoMorgan il pirata, regia di mwbasPrimo Zeglio (1970)
• mwba0mwba4Il corsaro, regia di Antonio Mollica alias Tony Mulligan (1970)
• mwbbemwbbiPippi Calzelunghe e i pirati di Taka-Tuka (mwbbmPippi Långstrump på de sju haven), regia di mwbbqOlle Hellbom (1970)
• mwbbymwbbcIl corsaro nero, regia di mwbbgLorenzo Gicca Palli (1971)
• mwbbomwbbsSimbad e il califfo di Bagdad, regia di mwbbwPietro Francisci (1973)
• mwbb4mwbb8Un magnifico ceffo da galera (mwbcaScalawag), regia di Zoran Calic e mwbciKirk Douglas (1973)
• mwbcqmwbcuL'isola del tesoro, regia di mwbcyJohn Hough e mwbccAndrea Bianchi (1973)
• mwbckmwbcoIl Corsaro Nero, regia di mwbcsSergio Sollima (1976)
• mwbdePeter Pan, regia di Dwight Hemion (1976)
• mwbdumwbdyLe avventure di Bianca e Bernie (mwbdcThe Rescuers), regia di mwbdgWolfgang Reitherman, mwbdkJohn Lounsbery e mwbdoArt Stevens (1977)
• mwbdwmwbd0Il film pirata (mwbd4The Pirate Movie), regia di mwbd8Ken Annakin (1982)
• mwbeemwbeiBarbagialla, il terrore dei sette mari e mezzo, regia di Mel Dramski (1983)
• mwbeumwbeyI Goonies (mwbecThe Goonies), regia di mwbegRichard Donner (1985)
• mwbeomwbesPirati (mwbewPirates), regia di mwbe0Roman Polański (1986)
• mwbe8mwbfaPiter Pen (Питер Пэн), regia di Leonid Nečaev (1987)
• mwbfmmwbfqAsterix e la pozione magica (mwbfuAstérix chez les Bretons), film di animazione, regia di mwbfyPino Van Lamsweerde (1986)
• mwbfgmwbfkL'isola del tesoro, regia mwbfoAntonio Margheriti (1987), sceneggiato televisivo mwbfsRAI distribuito anche come film. Prima trasposizione del romanzo in un'ambientazione fantascientifica.
• mwbf0mwbf4Sinbad of the Seven Seas, regia di mwbf8Enzo G. Castellari (1989)
• mwbgemwbgiPeter Pan (mwbgmPita Pan No Boken) (1989) - serie TV anime
• mwbgumwbgyNel covo dei pirati con Peter Pan (mwbgcPeter Pan and the Pirates) (1990-1991) - serie d'animazione
• mwbgkmwbgoL'isola del tesoro (mwbgsTreasure Island), regia di mwbgwFraser Clarke Heston (1990)
• mwbg4mwbg8Hook - Capitan Uncino (mwbhaHook), regia di mwbheSteven Spielberg (1991)
• mwbhmmwbhqPagemaster - L'avventura meravigliosa (mwbhuThe Pagemaster), regia di mwbhyJoe Johnston (1994)
• mwbhgmwbhkCorsari (mwbhoCutthroat Island), regia di mwbhsRenny Harlin (1995)
• mwbh0mwbh4Il figlio di Sandokan, regia di mwbh8Sergio Sollima (1998)
• mwbiemwbiiL'isola del tesoro (mwbimTreasure Island), regia di Peter Rowe (1999) - Film TV
• mwbiymwbicIl pianeta del tesoro (mwbigTreasure Planet), regia di mwbikRon Clements e mwbioJohn Musker (2002). Seconda trasposizione del romanzo in un'ambientazione fantascientifica.
• mwbiwmwbi0One Piece (mwbi4ONE PIECE - ワンピース), manga disegnato da mwbi8Eiichirō Oda (1997, dal 1999 adattato anche in una serie televisiva)
• mwbjemwbjiRitorno all'Isola che non c'è (mwbjmReturn to Never Land), regia di Robin Budd e Donovan Cook (2002)
• mwbjcmwbjgSinbad - La leggenda dei sette mari (mwbjkSinbad: Legend of the Seven Seas), regia di mwbjoPatrick Gilmore e mwbjsTim Johnson (2003)
• mwbj0mwbj4Capitan Sciabola (mwbj8Kaptein Sabeltann), film di animazione, regia di Stig Bergqvist (2003)
• mwbkimwbkmLa maledizione della prima luna (mwbkqPirates of Caribbean: The Curse of the Black Pearl), regia di mwbkuGore Verbinski (2003)
• mwbkcmwbkgPeter Pan, regia di mwbkkP. J. Hogan (2003)
• mwbksmwbkwMaster & Commander - Sfida ai confini del mare (mwbk0Master and Commander: The Far Side of the World), regia di mwbk4Peter Weir (2003)
• mwblamwbleSpongeBob - Il film (mwbliThe SpongeBob SquarePants Movie), film di animazione, regia di mwblmStephen Hillenburg (2004)
• mwblumwblyTrappola in fondo al mare (mwblcInto the Blue), regia di mwblgJohn Stockwell (2005)
• mwblomwblsPirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma (mwblwPirates of the Caribbean: Dead Man's Chest), regia di mwbl0Gore Verbinski (2006)
• mwbl8mwbmaAsterix e i vichinghi (mwbmeAstérix et les Vikings), film di animazione, regia di Stefan Fjeldmark e Jesper Møller (2006)
• mwbmumwbmyPirati dei Caraibi - Ai confini del mondo (mwbmcPirates of the Caribbean: At World's End), regia di mwbmgGore Verbinski (2007)
• mwbmomwbmsTutti pazzi per l'oro (mwbmwFool's Gold), regia di mwbm0Andy Tennant (2008)
• mwbm8mwbnaPirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare (mwbnePirates of the Caribbean: On Stranger Tides), regia di mwbniRob Marshall (2011)
• mwbnqmwbnuNeverland - La vera storia di Peter Pan (mwbnyNeverland) - Serie TV (-2011)
• mwbngC'era una volta (mwbnoOnce Upon a Time) - Serie TV (2011-2018)
• mwbnwmwbn0Pirati! Briganti da strapazzo (mwbn4The Pirates! Band of Misfits), regia di mwbn8Peter Lord e Jeff Newitt (2012)
• mwboimwbomL'era glaciale 4 (2012)
• mwboumwboyJake e i pirati dell'Isola che non c'è (mwbocJake and the Never Land Pirates) - serie TV d'animazione (2011-2016)
• mwbokmwbooLe nuove avventure di Peter Pan (mwbosThe New Adventures of Peter Pan) (2012-2016), serie d'animazione, regia di Augusto Zanovello.
• mwbo4mwbo8Captain Phillips - Attacco in mare aperto (mwbpaCaptain Phillips) regia di mwbpePaul Greengrass (2013)
• mwbpmmwbpqTrilli e la nave pirata, film di animazione, regia di mwbpuPeggy Holmes (2014)
• mwbpcmwbpgSpongeBob - Fuori dall'acqua (mwbpkThe SpongeBob Movie Sponge Out of Water), film di animazione, regia di Paul Tibbit (2015)
• mwbpwmwbp0Pan - Viaggio sull'isola che non c'è (mwbp4Pan), regia di mwbp8Joe Wright (2015)
• mwbqemwbqiL'incantesimo del lago: La principessa pirata (mwbqmThe Swan Princess: Princess Tomorrow, Pirate Today), film di animazione, regia di mwbqqRichard Rich (2016)
• mwbqymwbqcBlack Sails - Serie TV (2014 - 2017)
• mwbqkmwbqoPirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar (mwbqsPirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales), regia di mwbqwJoachim Rønning e mwbq0Espen Sandberg (2017)
• mwbq8mwbraLeo da Vinci - Missione Monna Lisa, film di animazione, regia di Sergio Manfio (2018)
• mwbrimwbrmPlaymobil: The Movie, film di animazione, regia di Lino DiSalvo (2019)
• mwbrumwbryPeter Pan & Wendy, regia di mwbrcDavid Lowery (2023)

Note

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cite-note-99. Godevano della peggior fama i pirati cretesi. Essi erano individui che a mwbv4Creta non godevano di pieni diritti, non avevano la cittadinanza o non erano liberi, così cercavano fortuna nella pirateria. Attaccavano le navi anche d'inverno, le assalivano in mare e nei porti. Se erano respinti, tornavano a saccheggiare città e villaggi. ("Alla larga da Creta", mwbv8Focus storia, n. 131, settembre 2017, pag. 29-33).
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Bibliografia

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Voci correlate

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• mwbuyBucaniere
• mwbuoCorsaro
• mwbvaFilibusta
• mwbviFilibustiere
• mwbvyJolly Roger
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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itpirateria, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiapirateria, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) John Philip Jenkins, piracy, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclopedia-canadese(EN, FR) Pirateria, su Enciclopedia canadese.